Third-party Risk Management: come deve agire il giuslavorista e l’HR manager
- 20 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min

In un contesto produttivo e commerciale sempre più articolato, il tema della gestione del rischio con le terze parti (Third-party Risk Management, TPRM) è diventato centrale per ogni impresa. Si tratta di una disciplina trasversale che interessa direttamente professionisti delle risorse umane, giuristi d’impresa e consulenti legali in ambito lavoro, chiamati a vigilare non solo sui rapporti interni all’azienda, ma anche su quelli esterni, soprattutto se delegati a soggetti terzi.
Che cos’è la Third-party Risk Management?
La TPRM riguarda il monitoraggio e la prevenzione dei rischi derivanti dalle relazioni contrattuali e non contrattuali con terze parti: fornitori, appaltatori, agenti, franchisee, subfornitori, distributori, broker, partner commerciali, fino ai produttori assicurativi. Tutti soggetti che – pur esterni – impattano direttamente sul ciclo produttivo e sull’immagine dell’azienda.
Oggi, sotto l’impulso delle normative europee, come la Direttiva 2024/1760 sulla Corporate Sustainability Due Diligence, alle imprese è chiesto un salto culturale: dalla gestione volontaria del rischio alla formalizzazione di processi interni di vigilanza, controllo e responsabilità.
Qual è il ruolo del giuslavorista e dell’HR manager?
1. Verifica della filiera contrattuale
Il primo compito consiste nell’assicurare che i rapporti con terzi (specialmente nei contratti di appalto e somministrazione) non nascondano fenomeni di interposizione illecita o pratiche che possano condurre a responsabilità solidali.
2. Costruzione di modelli organizzativi preventiviIl giuslavorista deve collaborare con le funzioni H&S, compliance e CSR, affinché la gestione del rischio sia tracciabile, verificabile e inserita in policy e protocolli aziendali che rispondano anche ai requisiti ESG.
Esempio concreto: Nelle attività in outsourcing, il rispetto delle condizioni minime di lavoro da parte dell’appaltatore deve essere formalmente documentato ed eventualmente sanzionato se violato, in modo da non compromettere la reputazione e la solidità della società committente.
3. Salute e Sicurezza nei rapporti indiretti
Uno degli ambiti più sensibili è quello della salute e sicurezza, che non riguarda solo i dipendenti diretti ma anche lavoratori autonomi, fornitori e subappaltatori.
Riferimenti normativi:
Art. 26 D. Lgs. 81/08: obblighi di cooperazione e coordinamento
D.U.V.R.I.: obbligo di redazione in caso di interferenze tra attività
Verifica dell’idoneità tecnico-professionale
Dal rischio alla sostenibilità: un nuovo paradigma
La TPRM oggi non si limita alla prevenzione di danni o sanzioni. È parte integrante di un modello di impresa sostenibile, che deve garantire:
Condizioni di lavoro eque lungo tutta la filiera
Retribuzioni dignitose
Orari di lavoro rispettosi della salute psico-fisica
Condizioni di sicurezza anche in appalti internazionali
La responsabilità giuslavoristica non è più confinata al “dentro le mura aziendali”, ma si estende lungo tutta la catena del valore.
In sintesi: cosa deve fare uno Studio Legale o l’HR Manager?
Verificare contrattualmente le responsabilità in ogni rapporto esternalizzato
Prevedere clausole che impongano il rispetto delle norme giuslavoristiche ai partner
Monitorare con audit, verifiche documentali e check-list
Integrare la TPRM nei modelli organizzativi e nel Codice Etico aziendale
Allinearsi alle linee guida ESG e alle direttive europee
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